di Redazione

A spingere la crescita sono soprattutto i costi dell’energia, influenzati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle ripercussioni sui mercati internazionali

L’inflazione nell’Eurozona ha registrato una nuova accelerazione nel mese di maggio. I dati preliminari pubblicati da Eurostat indicano un aumento annuo dei prezzi al consumo del 3,2%, in crescita rispetto al 3% rilevato ad aprile e al livello più elevato dall’autunno del 2023.

Il dato si colloca ancora ben al di sopra dell’obiettivo di medio termine della Banca Centrale Europea, che considera ottimale un tasso d’inflazione vicino al 2%.

A trainare la risalita dei prezzi è soprattutto il comparto energetico. L’aumento annuo dei costi dell’energia ha infatti raggiunto il 10,9%, segnando un forte incremento rispetto ai mesi precedenti. Sul fenomeno incidono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le difficoltà nei traffici marittimi internazionali legate alla chiusura dello stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio e gas.

Più contenuta, ma comunque significativa, la crescita dei prezzi nel settore dei servizi, che registra un incremento del 3,5% su base annua.

L’andamento osservato nell’Eurozona trova riscontro anche in Italia. Nei giorni scorsi l’Istat aveva infatti comunicato una crescita dell’inflazione al 3,2% nel mese di maggio, in linea con la media dei Paesi che adottano la moneta unica.

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