di Ennio Bassi

La Touska, diretta a Bandar Abbas, è stata intercettata e sequestrata dopo ore di avvertimenti ignorati. Restano incerte le informazioni sul carico, mentre Teheran minaccia ritorsioni

Un’operazione militare statunitense nel Golfo di Oman segna un nuovo punto di svolta nella crisi legata allo stretto di Hormuz. Nella notte tra domenica e lunedì, la marina degli Stati Uniti ha intercettato e sequestrato la Touska, una nave portacontainer iraniana accusata di aver violato il blocco navale imposto da Washington appena una settimana fa.

Secondo quanto riferito dal Comando centrale statunitense (CENTCOM), l’intervento è avvenuto dopo diverse ore di tentativi di dissuasione. Il cacciatorpediniere USS Spruance avrebbe intimato ripetutamente all’equipaggio della Touska di cambiare rotta, senza però ottenere risposta. A quel punto, la situazione è degenerata in un’azione diretta: la nave americana ha ordinato l’evacuazione della sala macchine e ha successivamente aperto il fuoco con il proprio cannone navale, colpendo la sezione per disabilitare i sistemi di propulsione.

Dopo il danneggiamento, unità di marines trasportate via elicottero sono salite a bordo senza incontrare resistenza, assumendo il controllo dell’imbarcazione. Si tratta del primo intervento armato da quando gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni alla navigazione verso i porti iraniani, misura adottata in risposta alle iniziative di Teheran nella stessa area strategica.

La Touska, lunga circa 300 metri e attiva sulle rotte tra Cina e Iran, era diretta al porto di Bandar Abbas. Il contenuto del suo carico non è stato ancora reso noto, ma Washington sospetta la presenza di materiali destinati a programmi militari iraniani. In passato, la nave era già finita sotto osservazione per presunti trasferimenti di merci in mare aperto, una pratica utilizzata per aggirare controlli e sanzioni.

Nel corso della settimana precedente, almeno 24 navi riconducibili all’Iran avevano modificato la propria rotta per evitare il blocco, senza che fosse necessario l’uso della forza. Il caso della Touska rappresenta quindi un precedente significativo, che potrebbe avere ripercussioni sull’equilibrio già fragile della regione.

Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato l’operazione, dichiarando che gli Stati Uniti hanno il “pieno controllo” della nave e che sono in corso verifiche sul carico. Parallelamente, ha accusato l’Iran di non rispettare il cessate il fuoco, adottando toni duri nonostante l’apertura a nuovi negoziati.

Da parte iraniana, al momento, non sono arrivate conferme ufficiali sulla partecipazione ai colloqui, mentre restano sul tavolo minacce di possibili ritorsioni.

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