di Corinna Pindaro
Parlamento frammentato e timori Ue per possibili aperture alla Russia
I cittadini della Bulgaria sono tornati alle urne per le ottave elezioni anticipate in cinque anni, simbolo di una crisi politica ormai strutturale.
Un’instabilità cronica legata soprattutto a un Parlamento estremamente frammentato, che negli ultimi anni ha reso difficile la formazione di governi duraturi.
A trionfare è stato il nuovo partito “Bulgaria Progressista”, guidato dall’ex presidente Rumen Radev, con oltre il 45 % dei consensi. Tradotto in seggi 129 su 240- i. Un risultato chesegna un cambio di fase nel panorama politico del Paese.
Crollo dei conservatori e sorpresa socialisti
Il dato più evidente è la pesante battuta d’arresto per il partito conservatore Gerb, guidato da Boyko Borissov, premier per 11 anni, tra il 2009 e il 2021che ssi è fermato al 12,3%, risultato più basso di sempre per il partito, che è stato superato anche dalla coalizione liberal democratica pro Ue (Pp-Dp).
A sorpresa, invece, i socialisti del Bsp riuscirebbero a superare di misura la soglia di sbarramento del 4%, entrando in Parlamento con il 4,1%. Un risultato che ribalta le previsioni della vigilia e contribuisce a rendere ancora più complessa la composizione della futura assemblea.
La scommessa di Radev: stabilità e lotta allo “stato mafioso”
Dopo aver chiuso anticipatamente il suo secondo mandato presidenziale, Radev ha scelto di scendere direttamente in campo con un proprio progetto politico, promettendo di porre fine all’instabilità e di combattere quello che definisce uno “stato mafioso” radicato nel Paese.
La sua proposta politica punta a intercettare il malcontento diffuso in uno degli Stati economicamente più fragili dell’Unione europea, dove la sfiducia verso le istituzioni è cresciuta negli ultimi anni.
I timori dell’Europa e il fattore Russia
L’ascesa di Radev viene osservata con attenzione anche a Bruxelles. Tra le principali preoccupazioni c’è il rischio di un possibile riavvicinamento a Russia, che potrebbe riaprire un fronte geopolitico delicato all’interno dell’Unione europea.
Dopo la recente sconfitta politica di leader come Viktor Orbán sullo scenario europeo, un eventuale cambio di orientamento della Bulgaria potrebbe rappresentare un nuovo elemento di tensione nel già complesso equilibrio del continente.
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