di Martina Esposito

Presentata a Roma la XXIV edizione del Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello. Ai vincitori delle principali categorie sarà consegnato il Seme d’Arancia di Emilio Isgrò, simbolo della diffusione della cultura e del legame tra teatro e arte contemporanea.

Un’opera d’arte di Emilio Isgrò come simbolo di una cultura che si diffonde e mette radici. Sarà infatti il celebre Seme d’Arancia dell’artista siciliano il riconoscimento destinato ai vincitori delle principali categorie del Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello 2027, la cui XXIV edizione è stata presentata a Palazzo Fiano, a Roma. Un segno che lega il teatro all’arte contemporanea e che accompagna il rilancio di uno dei più prestigiosi riconoscimenti italiani dedicati alla drammaturgia.

Il Premio, nato a Palermo nel 1966 in occasione del centenario della nascita di Luigi Pirandello, continua a promuovere il valore educativo, culturale e civile del teatro e il rinnovamento del linguaggio scenico contemporaneo. Le categorie previste sono Opera teatrale, Regia, Recitazione e Premio Internazionale, alle quali si aggiunge un Premio Speciale alla Carriera. Oggi l’organizzazione e il coordinamento tecnico-scientifico sono affidati alla Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente della Fondazione Lauro Chiazzese e della giuria del Premio, Raffaele Bonsignore, il presidente della Fondazione Sicilia Maria Concetta Di Natale, il regista Roberto Andò, la direttrice dell’American Academy in Rome Aliza Wong, la presidente di Taobuk Antonella Ferrero, il sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Giampiero Cannella e il presidente della Banca del Fucino Mauro Masi.

Cannella: «Il Premio dimostra che a Palermo la cultura funziona bene»

Nel suo intervento, il sottosegretario Giampiero Cannella ha rimarcato il legame tra il riconoscimento e il valore delle politiche culturali. «È un onore aver rappresentato la mia città ed essere stato scelto sulla base del lavoro fatto a Palermo, senza alchimie politiche», ha dichiarato. «Questa è la dimostrazione che a Palermo la cultura funziona bene. Credo profondamente nel valore della cultura».

Cannella ha inoltre sottolineato il prestigio del Premio Pirandello, «non solo perché è intitolato a un Premio Nobel della Letteratura, ma perché svolge un ruolo fondamentale nel panorama della drammaturgia». Un riconoscimento che, secondo il sottosegretario, assume oggi un significato ancora più ampio: «La cultura deve essere un veicolo di rigenerazione morale del Paese. Chi rappresenta le istituzioni ha il compito di creare opportunità e lanciare sfide, offrendo soprattutto alternative ai giovani».

Ai vincitori un’opera di Isgrò come simbolo di una cultura che mette radici

Sul significato del premio assegnato ai vincitori si è soffermato il presidente della giuria, Raffaele Bonsignore, spiegando la scelta di affiancare al riconoscimento teatrale un’opera di Emilio Isgrò. «Abbiamo deciso, già a partire dall’edizione 2025, di assegnare ai vincitori un’opera d’arte perché riteniamo che rappresenti un punto di incontro naturale tra il teatro e le altre forme espressive artistiche. Il teatro è arte e ci sembrava significativo che il riconoscimento andasse oltre il semplice premio materiale. Per questo motivo il premio in denaro è riservato esclusivamente ai giovani autori che si avvicinano alla scrittura teatrale, mentre per registi, attori e premiati delle altre sezioni abbiamo scelto un simbolo dal forte valore culturale».

«L’opera realizzata da Emilio Isgrò non è soltanto un oggetto artistico, ma un simbolo», ha aggiunto Bonsignore. «Si tratta del celebre Seme d’Arancia, un’immagine che richiama una pianta profondamente legata alla tradizione mediterranea e siciliana. La nostra è una fondazione siciliana e abbiamo voluto associare il Premio Pirandello all’idea della semina della cultura: un seme che mette radici, genera germogli e produce frutti. L’obiettivo è diffondere cultura in tutta la Sicilia, rendendo omaggio a una figura straordinaria come Luigi Pirandello, ma anche proiettare questo messaggio su scala nazionale».

La scelta di Roma come sede della presentazione risponde proprio a questa prospettiva. «Abbiamo scelto di presentare il Premio nella Capitale perché si tratta di un riconoscimento nazionale», ha concluso Bonsignore. «Fin dalla sua nascita il Premio Pirandello ha avuto un ruolo di primo piano nel panorama culturale italiano e ha potuto contare anche sul patrocinio del Presidente della Repubblica. Il nostro auspicio è che possa tornare ai livelli di prestigio e di autorevolezza che lo hanno contraddistinto nel corso della sua storia».

Come funziona il Premio Pirandello

L’edizione 2027 punta anche a rafforzare il legame tra il Premio e la nuova drammaturgia italiana. Aperto fino al 15 settembre, il concorso principale è infatti aperto agli autori di lingua italiana che abbiano realizzato opere originali nel biennio precedente, con un riconoscimento economico da 10 mila euro destinato al vincitore. Una scelta che conferma la volontà di sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea, accanto agli altri tre premi assegnati a registi, interpreti e personalità della scena internazionale che riceveranno invece l’opera di Isgrò.

A valutare le candidature per la categoria Opera Teatrale sarà una giuria presieduta da Raffaele Bonsignore e composta da alcune delle figure più autorevoli del panorama culturale e teatrale italiano e internazionale. Ne fanno parte il regista Roberto Andò, la direttrice del Salone del Libro di Torino Annalena Benini, il compositore e sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Marco Betta, la presidente della Fondazione In Between Art Film Beatrice Bulgari, il presidente della Strada degli Scrittori Felice Cavallaro, la presidente di Taobuk Antonella Ferrero, il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone, il direttore del Piccolo Teatro di Milano Claudio Longhi, il principe di Cambogia Ravivaddhana Monipong Sisowath, la scrittrice Giuseppina Terranova, lo scrittore Emanuele Trevi e la direttrice dell’American Academy in Rome Aliza Wong. Segretario della giuria è Bernardo Perrier Tortorici Montaperto, presidente degli Amici dei Musei Siciliani.

La cerimonia di premiazione si terrà in Sicilia, a conferma di un legame che resta centrale nell’identità del riconoscimento. E non si tratta di un dettaglio puramente simbolico. Il regolamento prevede infatti che tutti i vincitori, così come il destinatario del Premio Internazionale, siano presenti alla consegna dei riconoscimenti: in caso contrario, il premio non verrà assegnato e la giuria potrà individuare un altro vincitore. La clausola testimonia da un lato la volontà degli organizzatori di fare della premiazione un momento centrale della vita del Premio, dall’altro un modo per riportare in Sicilia autori, registi e interpreti provenienti da tutta Italia e dall’estero, riaffermando il legame tra il riconoscimento e la terra di Luigi Pirandello.

Nato a Palermo nel 1966 per celebrare il centenario della nascita del drammaturgo agrigentino, il Premio Pirandello ha attraversato quasi sessant’anni di storia del teatro, premiando alcune delle figure più importanti della scena internazionale, da Ingmar Bergman a Giorgio Strehler, da Eduardo De Filippo a Harold Pinter, fino a Dario Fo, Vittorio Gassman, Toni Servillo e Luca Ronconi. Un’eredità che gli organizzatori puntano oggi a rilanciare, riportando il Premio al centro del dibattito culturale nazionale e internazionale e riaffermandone il ruolo di punto di riferimento per la drammaturgia contemporanea.

Per inviare le candidature c’è tempo fino al 15 settembre.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Premio Pirandello 2027, al via il bando della XXIV edizione. Cannella: «La cultura sia strumento di rigenerazione morale» proviene da Associated Medias.