di Redazione
Le autorità della Libia orientale hanno deciso di prorogare la detenzione di dieci attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati a fine maggio durante un viaggio organizzato per raggiungere la Striscia di Gaza via terra. Tra loro figurano anche due cittadini italiani
Resta in stato di detenzione il gruppo di attivisti della Global Sumud Flotilla fermato in Libia mentre era diretto verso la Striscia di Gaza. Le autorità locali hanno disposto il prolungamento della custodia cautelare per dieci membri della missione internazionale, tra cui gli italiani Domenico Centrione e Leonarda Alberizia.
La decisione, confermata anche dalla Farnesina, mantiene gli attivisti in carcere almeno fino alla prossima udienza giudiziaria, quando sarà esaminata la possibilità di un’espulsione dal territorio libico.
Il gruppo faceva parte di una carovana composta da oltre duecento persone che puntava a raggiungere Gaza attraversando il Nord Africa e passando dall’Egitto. La spedizione si era però fermata nei pressi di Sirte, area che segna il confine tra le zone d’influenza delle due principali amministrazioni libiche.
Secondo quanto ricostruito, i dieci attivisti arrestati si erano spinti oltre la linea di controllo per avviare un confronto con le autorità della Libia orientale e ottenere l’autorizzazione al passaggio del convoglio. Successivamente sarebbero stati fermati con l’accusa di ingresso irregolare nel Paese.
Attualmente i detenuti si trovano a Bengasi, principale città della Cirenaica e sede dell’amministrazione guidata dal generale Khalifa Haftar. Il governo della Libia orientale non è riconosciuto dalla comunità internazionale, che continua invece a considerare legittimo l’esecutivo con sede a Tripoli, responsabile della parte occidentale del Paese.
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