di Redazione

Mentre le forze russe hanno lanciato missili e droni contro diverse città ucraine causando decine di vittime, Kiev ha risposto colpendo obiettivi strategici in territorio russo, tra cui un importante terminal petrolifero a San Pietroburgo e installazioni militari a Kronstadt

La notte tra il 2 e il 3 giugno è stata segnata da una nuova escalation del conflitto tra Russia e Ucraina. Le città ucraine sono finite nuovamente sotto il fuoco di missili e droni russi, mentre Kiev ha rivendicato una serie di attacchi contro infrastrutture strategiche in territorio russo.

Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, droni ucraini hanno colpito il principale terminal petrolifero di San Pietroburgo, situato sul Golfo di Finlandia, a oltre mille chilometri dal confine ucraino. Nel mirino sarebbero finite anche strutture militari nella base navale di Kronstadt, importante centro logistico e industriale della Marina russa.

Le autorità russe hanno confermato attacchi contro infrastrutture nell’area di San Pietroburgo e Kronstadt, riferendo di diversi feriti. Testimoni locali hanno diffuso immagini che mostrano colonne di fumo nero e incendi nell’area del porto petrolifero, uno dei principali hub russi per lo stoccaggio e l’esportazione di carburanti.

L’attacco è avvenuto in concomitanza con l’apertura del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, l’evento promosso dal presidente Vladimir Putin e spesso definito la “Davos russa”.

Sul fronte ucraino, le forze russe hanno continuato a colpire numerose città con missili balistici e droni. Nei raid delle ultime ore si registrano decine di vittime e oltre cento feriti tra Kiev, Dnipro e altre località. Zelensky ha avvertito la popolazione della possibilità di nuovi attacchi su larga scala, invitando i cittadini a seguire con attenzione gli allarmi aerei.

Nel frattempo, il segretario generale della Nato Mark Rutte è arrivato a sorpresa a Kiev per una visita interpretata come un segnale di sostegno politico e militare all’Ucraina in una fase particolarmente delicata del conflitto.

Le conseguenze della guerra si fanno sentire anche in Crimea, dove le autorità filorusse hanno segnalato carenze di carburante attribuite ai ripetuti attacchi ucraini contro raffinerie e infrastrutture energetiche. Il governatore locale Sergei Aksyonov ha invitato la popolazione a mantenere la calma di fronte alle difficoltà di approvvigionamento.

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