di Carlo Longo

Escalation in Medio Oriente, mercati europei in forte ribasso: Stoxx 600 -3,1% e 565 miliardi bruciati. Petrolio Brent sopra 83 dollari, gas TTF a 53 euro, spread Btp-Bund in rialzo

borseNuova seduta pesantissima per le Borse europee e per Wall Street. Gli investitori guardano con crescente preoccupazione all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale di petrolio e gas.

Il clima di incertezza ha innescato un’ondata di vendite generalizzate sui listini azionari, mentre le materie prime energetiche registrano forti rialzi, alimentando i timori per un ritorno dell’inflazione e per possibili strozzature nelle forniture.

565 miliardi bruciati in Europa, Madrid la peggiore

L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha chiuso in calo del 3,1%, con una perdita di capitalizzazione stimata in 565 miliardi di euro in una sola giornata. Nelle ultime due sedute, il conto complessivo sfiora gli 879 miliardi.

Tra le piazze principali, Madrid è risultata la peggiore con un crollo del 4,6%, seguita da Francoforte (-3,5%), Parigi (-3,4%), Londra (-2,7%) e Amsterdam (-2,5%). Anche Piazza Affari ha chiuso in forte ribasso: il FTSE MIB ha ceduto il 3,92%, scivolando sotto quota 45.000 punti.

A Milano solo poche eccezioni positive, mentre banche, utilities, energia e lusso sono finite sotto pressione. Le vendite hanno colpito in modo marcato titoli legati all’esposizione internazionale e ai mercati energetici.

Petrolio e gas in fiammata: Brent sopra 83 dollari

La reazione più evidente si è registrata sulle commodity. Il Petrolio Brent è balzato a 83,6 dollari al barile, con un rialzo superiore al 7%, mentre il West Texas Intermediate ha superato i 76 dollari.

Ancora più marcato il movimento sul gas europeo: i future al TTF Amsterdam Gas hanno toccato quota 60 euro al megawattora, per poi chiudere a 53,6 euro, con un progresso giornaliero superiore al 20%.

A pesare anche la decisione dell’Iraq di interrompere parte delle esportazioni dal Kurdistan verso il porto turco di Ceyhan, con circa 200.000 barili al giorno bloccati per ragioni di sicurezza.

Spread in rialzo e tensione sui titoli di Stato

Il clima di avversione al rischio si è riflesso anche sul mercato obbligazionario. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è salito a 71 punti base, con il rendimento del decennale italiano in aumento al 3,49%.

La risalita dei tassi segnala come gli investitori stiano richiedendo un premio maggiore per detenere titoli percepiti come più esposti alla volatilità macroeconomica e geopolitica.

Wall Street apre in calo, criptovalute deboli

Anche negli Stati Uniti l’avvio di seduta è stato negativo. Il Dow Jones ha perso circa l’1,8%, il Nasdaq quasi il 2% e lo S&P 500 oltre l’1,5%, in un contesto dominato dalle preoccupazioni per inflazione e commercio globale.

Male anche le criptovalute, penalizzate dall’uscita dagli asset più rischiosi in favore di posizioni considerate più difensive o legate all’energia.

Oro e argento in correzione dopo i recenti rialzi

Dopo la fiammata dei giorni scorsi, i metalli preziosi hanno registrato prese di profitto. L’oro ha perso oltre il 4%, scendendo intorno ai 5.075 dollari l’oncia, mentre l’argento ha segnato un calo superiore al 12%.

Il movimento riflette una rotazione tattica degli operatori verso energia e dollaro, in un contesto dominato dall’impennata di petrolio e gas.

Bollette a rischio: stime di rincari per gas ed elettricità

Secondo le stime di Nomisma Energia, la guerra potrebbe tradursi in un aumento del 15% delle bollette del gas dal primo aprile e in rincari tra l’8% e il 10% per l’energia elettrica nel secondo trimestre per gli utenti vulnerabili.

Nei mesi successivi, i rincari potrebbero attenuarsi ma restare comunque significativi, consolidando un quadro di pressione sui consumatori e sulle imprese.

Mercati appesi allo Stretto di Hormuz

Il vero barometro resta lo Stretto di Hormuz. Qualsiasi interruzione significativa dei flussi energetici attraverso questo passaggio strategico avrebbe effetti immediati e amplificati su prezzi, inflazione e crescita globale.

Per ora i mercati stanno prezzando un premio al rischio crescente. Ma l’andamento delle prossime sedute dipenderà dall’evoluzione militare e dalla capacità delle diplomazie di contenere l’escalation. In caso contrario, volatilità e correzioni potrebbero proseguire anche nei prossimi giorni.

 

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